Spesso la pressione dell'acqua aumenta o diminuisce anche in maniera sensibile rispetto allo standard ottimale. I problemi di bassa pressione nascono generalmente per l'eccessiva distanza dall'acquedotto, per l'esiguo diametro dei tubi di derivazione, per il percorso in salita dei tubi.
Anche il calcare, tuttavia, che puo' ostruire le tubazioni concorre alla diminuzione del flusso d'acqua ai rubinetti di casa.
Per aumentare la pressione e' indispensabile dotare l'impianto di un'autoclave, cioe' un serbatoio a tenuta stagna, alimentato da una pompa elettrica, che fornisce con un pressostato di regolazione la giusta pressione all'impianto.
All'uscita dell'autoclave e' montata una speciale valvola di ritegno che impedisce all'acqua di tornare indietro. Un condotto di by-pass, inoltre, scavalca l'autoclave e permette di far circolare l'acqua, anche in caso di guasto alla pompa, sebbene con pressione inferiore.
L'autoclave spinge l'acqua in pressione (2-8 atmosfere) nelle tubazioni, prelevandola dal serbatoio d'accumulo. Se in casa avete un'autoclave, e' necessario che prevediate anche l'installazione di un pressostato di controllo.
I problemi di eccessiva pressione richiedono invece l'installazione di un riduttore di pressione che deve essere inserito dopo la valvola di intercettazione.
La valvola centrale dell'acqua
All'esterno di ogni abitazione, accanto al contatore, esiste una valvola generale, di solito a leva. All'interno se ne trova un'altra, in genere simile a un rubinetto, con una manopola a rotella, oppure coperta da uno scodellino cromato e un cilindro con un foro quadrangolare che serve per azionare la valvola. |